Riflessioni e Formazione al 21° Convegno degli Esorcisti di Sicilia presso l'Oasi Cusmaniana

Scopri l'esperienza intensa del 21° Convegno Regionale degli Esorcisti di Sicilia: formazione, spiritualità e condivisione di testimonianze di liberazione. ✨🙏

A cura di Redazione Redazione
04 marzo 2026 15:27
Riflessioni e Formazione al 21° Convegno degli Esorcisti di Sicilia presso l'Oasi Cusmaniana -
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Si è concluso il 21° Convegno Regionale degli Esorcisti di Sicilia: un momento di formazione e riflessione profonda

Si è concluso lo scorso 27 febbraio presso l’Oasi Cusmaniana di Bagheria il 21° Convegno Regionale degli Esorcisti di Sicilia, un evento annuale che offre opportunità di formazione e discernimento, promosso dal Servizio Regionale per la Pastorale Esorcistica della Conferenza Episcopale Siciliana (CESi).

L’incontro, che ha avuto una durata di tre giorni, ha visto la partecipazione di esorcisti provenienti da tutte le diocesi dell’Isola e di numerosi sacerdoti designati dai rispettivi Vescovi per intraprendere questo delicato ministero, definito dagli stessi esorcisti come “di consolazione e di liberazione”. Sotto la guida di fra Benigno Palilla, responsabile del Servizio, e con il sostegno di mons. Giuseppe La Placa, vescovo di Ragusa, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di approfondire importanti tematiche invadendo un campo di studio interdisciplinare.

Il tema centrale del convegno ha riguardato le normative canoniche relative all’esorcismo, con una particolare attenzione al Canone 1172 del Codice di Diritto Canonico. Fra Benigno ha sottolineato che “l’esorcismo non è un atto di potere individuale, ma un ministero ecclesiale che richiede autorizzazione, prudenza e una solida preparazione dottrinale”.

Una formazione interdisciplinare

Durante il convegno, i relatori hanno messo in risalto la necessità di una formazione che integri pietà, integrità di vita e competenza teologica. Sono stati affrontati temi come la virtù del sacerdote, con l’enfasi sulla “pazienza”, la “prudenza” e l’“integrità di vita”, elementi fondamentali nella lotta contro il maligno. Un’interessante riflessione è stata offerta da mons. Nuccio Amenta, che ha discusso il delicato confine tra patologie psichiche e fenomeni spirituali.

Un momento toccante è stato dedicato alle testimonianze di due persone che hanno vissuto il percorso di liberazione, le quali hanno raccontato le loro esperienze e le sofferenze affrontate. Questi interventi hanno fornito un importante sguardo sulle conseguenze reali dell’azione maligno e sul potere della fede.

Gli ausiliari e il loro ruolo

Un’altra tematica di rilievo ha riguardato il ruolo degli ausiliari, i volontari che collaborano con gli esorcisti. Don Marcello Lanza, teologo ed esorcista, ha affermato che “la Chiesa ha bisogno degli ausiliari” e ha sottolineato come il loro operato non solo supporti il ministero esorcistico ma contribuisca anche al loro benessere spirituale e umano.

Un appello alla vigilanza

Al termine del convegno, mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e vicepresidente della CESi, ha lanciato un importante appello a prestare attenzione a coloro che esercitano il ministero senza essere sacerdoti e senza il mandato episcopale. “Ci sono tanti falsi – ha avvertito – che, nel nome di capacità personali, devastano ulteriormente gli uomini e le donne prigionieri del maligno.”

In sintesi, i partecipanti al convegno hanno portato a casa non solo nuove conoscenze teologiche e normative, ma anche una rinnovata consapevolezza sull’importanza dell’integrità di vita e delle virtù nella lotta contro il maligno, radicate in una profonda relazione con Cristo e nella frequenza dei sacramenti. Un incontro che, ancora una volta, ha confermato il ruolo cruciale della formazione continua in un ministero così delicato.

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