A Ragusa c'è un corridoio naturale che protegge specie e racconta la storia del territorio
Nella riserva dell’Irminio, gioiello naturale di Ragusa, esiste una curiosità poco nota che rivela il lato più inatteso del fiume.
La riserva naturale Macchia Foresta del fiume Irminio si presenta come uno dei luoghi più silenziosi e autentici del territorio di Ragusa, un’area dove il paesaggio cambia senza fretta e dove la natura sembra ancora dettare le sue regole. Arrivare fin qui dà la sensazione di entrare in un ambiente rimasto intatto nonostante il tempo e le trasformazioni della costa: il fiume scorre lento, il verde si infittisce man mano che ci si avvicina alla foce e l’aria assume quel profumo inconfondibile di macchia mediterranea che racconta una Sicilia meno vista ma più vera. Il paesaggio non è costruito per stupire, e proprio per questo affascina: ogni curva del sentiero apre un angolo diverso, un tratto di fiume, un gruppo di tamerici, un volo basso di airone che sparisce tra i canneti come se conoscesse ogni centimetro di questo ambiente.
Un corridoio naturale che protegge specie e racconta la storia del territorio
Il fiume Irminio è uno dei principali corsi d’acqua del sud-est siciliano e la sua valle rappresenta un corridoio ecologico di grande importanza. La riserva è nata per proteggere ciò che resta delle antiche foreste ripariali, oggi rare nella regione, e conserva una varietà di ambienti che convivono in modo sorprendente. Accanto ai canneti crescono oleandri, salici e specie arbustive che si sviluppano solo in zone umide ben conservate. Lungo il corso d’acqua è facile incontrare tracce di animali che vivono lontano dal rumore urbano: piccoli rapaci, rettili, uccelli migratori che scelgono questo tratto di Ragusa come tappa sicura nei loro spostamenti stagionali.
La riserva non è solo un rifugio naturale, ma un capitolo importante della storia del territorio. Per secoli l’Irminio ha rappresentato una risorsa per le comunità locali, un punto d’acqua costante in una zona spesso colpita da lunghi periodi di siccità. Il paesaggio odierno conserva le tracce di questo rapporto: sentieri che seguono il percorso del fiume, terreni modellati dalle piene antiche e una foce che si apre su un tratto costiero incontaminato, dove le dune naturali resistono al tempo e ai cambiamenti della linea di costa.
Un paesaggio integro che mostra il lato più autentico di Ragusa
La riserva è uno dei pochi luoghi del ragusano dove il mare e il fiume convivono senza sovrapporsi. La foce dell’Irminio è un’area che colpisce per la sua semplicità: dune modellate dal vento, una spiaggia larga e tranquilla, acque limpide che cambiano colore secondo le stagioni. È uno spazio che permette di capire come fosse il paesaggio costiero prima dell’espansione urbana e dell’arrivo del turismo di massa. Camminare qui, soprattutto nei momenti meno affollati, significa immergersi in un silenzio che ha il sapore di qualcosa di antico, come se il luogo custodisse ancora la memoria di ciò che è stato. L’intero ambiente appare armonioso e coerente, legato da un equilibrio naturale che la riserva si impegna a mantenere.
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