A Comiso apre il Museo Nino Caruso: oltre cento opere per la ceramica contemporanea
Il 12 giugno inaugura a Comiso il nuovo Museo Nino Caruso, spazio dedicato alla ricerca, alla memoria e all'accessibilità tattile.
Il 12 giugno il Comune di Comiso inaugura il Museo Nino Caruso, un nuovo spazio dedicato alla memoria, alla ricerca e alla valorizzazione della ceramica contemporanea. Il museo espone oltre cento sculture e manufatti donati dal Maestro e si propone di illustrare il suo linguaggio, la sua visione e il profondo legame con la materia ceramica.
Comiso entra così a far parte della Rete dei Musei Comunali promossa da ANCI Sicilia, un network che collega oltre 100 comuni e più di 200 siti dell'isola con strumenti digitali, itinerari geolocalizzati e promozione integrata per contrastare l'isolamento dei centri minori e valorizzare il patrimonio locale.
Il Museo occupa gli spazi dell'ex Mercato Casmeneo, un intervento voluto dallo stesso Caruso e completato grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura nell'ambito del Piano per l'Arte Contemporanea 2024. Il progetto di allestimento è stato curato dall'architetto Michele Liccese, insieme a Nino Caruso, con la collaborazione dell'architetto Sandro La Perna.
L'istituzione si integra nel sistema culturale cittadino con il Museo Civico di Storia naturale e si presenta come un presidio culturale contemporaneo, inclusivo e aperto alle nuove generazioni. In linea con le direttive del Ministero della Cultura, il percorso espositivo prevede un'area di accessibilità tattile che consente ai visitatori di esplorare alcune opere originali attraverso il tatto.
"Ho conosciuto Nino Caruso, Maestro ceramista di fama mondiale che da Comiso era partito alla volta del mondo e che il mondo aveva conquistato", dichiara il sindaco Maria Rita Schembari. Il sindaco ricorda la mostra "Terra madre" del 2010 e sottolinea come l'apertura del museo realizzi il sogno dell'artista, restituendo alla comunità le opere da lui donate e aprendo nuove opportunità culturali per il territorio.
Figura centrale nel rinnovamento della ceramica del secondo Novecento, Nino Caruso ha contribuito a superare la dicotomia tra arte e artigianato, collocando la ceramica nel campo della ricerca plastica, architettonica e urbana. La sua attività comprende ruoli istituzionali come il World Crafts Council, la fondazione del Centro Internazionale di Ceramica a Roma e impegni didattici in Europa, Stati Uniti e Giappone.
Caruso ha esposto internazionalmente fin dagli anni Sessanta, con tappe come la Mostra Internazionale di Arte Ceramica Contemporanea a Tokyo del 1964. La sua opera è stata celebrata con retrospettive in Giappone e al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Nel 2022 la Presidenza della Repubblica ha acquisito la scultura Memorie di Sicilia nell'ambito del progetto Quirinale Contemporaneo.
Il percorso espositivo
Il percorso del Museo è articolato in tre grandi sale, esposte con criteri cronologici e tematici, che guidano il visitatore attraverso le fasi della ricerca di Caruso.
Sala 1. Presenta la serie Arcaica, realizzata con la tecnica a colombino, caratterizzata da immagini antropomorfe e da smalti grezzi ispirati ad anfore e manufatti antichi; accanto, la serie Design mostra oggetti d'uso in cui le maioliche superano la funzione decorativa grazie alla tecnica del colaggio.
Sala 2. Espone opere realizzate perfezionando il colaggio per creare sculture e opere murali ispirate a temi mitologici, topografici e all'architettura del Mediterraneo. Le Lucerne reinterpretano forme tradizionali in un linguaggio essenziale, segnando il passaggio dall'oggetto all'ambiente.
Sala 3. Documenta l'approccio di Caruso allo spazio come sistema costruttivo applicato in architettura e produzione industriale. Sono esposti elementi della collezione Marazzi Forme, primo esempio di industrializzazione dei moduli ceramici tridimensionali, e le installazioni che testimoniano il rapporto decennale con l'industria ceramica.
A chiudere il percorso, i Feticci rappresentano l'ultima stagione della ricerca di Caruso: opere essenziali che rimettono al centro la presenza umana, la memoria e il simbolo, con figure sospese tra antico e contemporaneo.
Il curatore del catalogo, Marco Meneguzzo, evidenzia come il rapporto tra Caruso e l'industria ceramica renda unica la sua figura nel panorama culturale italiano, portando la ceramica oltre la funzione decorativa verso soluzioni architettoniche e di design.
Il Museo Nino Caruso si apre dunque come centro di memoria, ricerca e fruizione accessibile, con l'obiettivo di valorizzare il lascito del Maestro e di generare sviluppo culturale e turistico per il territorio di Comiso. Per informazioni stampa: Carla Muliello (ANCI Sicilia) 3349800242; Antonio Gerbino (Civita Sicilia) 335413512.
Fact Check
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Verificato il: 09 giugno 2026
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