Kamarina e la curiosità che ha cambiato per sempre la storia del suo mito
Kamarina, l’antica città di Ragusa, cela una curiosità storica sorprendente che ancora oggi divide studiosi e appassionati.
L’antica Kamarina, affacciata sulla costa ragusana, sembra oggi un luogo silenzioso, quasi sonnolento, ma il suo passato racconta una Sicilia tutt’altro che immobile. Qui non si parla solo di rovine: si parla di una città che ha osato, ha sfidato potenze più grandi, ha pagato prezzi altissimi e ha lasciato un’eredità che ancora sorprende chi si avvicina alla sua storia. Basta camminare tra ciò che resta delle sue mura per capire che questa non era una polis qualunque, ma una realtà che decise davvero di giocare un ruolo decisivo nel Mediterraneo.
Una città che non volle mai piegarsi
Fondata dai Greci di Siracusa, Kamarina fu più di un semplice avamposto: fu un esperimento di autonomia in un mondo dominato da equilibri fragili. Per ben due volte la città venne rasa al suolo e per due volte venne ricostruita, come se gli abitanti rifiutassero l’idea di scomparire. La sua posizione, a pochi passi dal mare, era tanto strategica quanto pericolosa: un punto di controllo sui traffici, una porta aperta verso alleanze e guerre, una tentazione per chiunque puntasse alla supremazia.
La storia di Kamarina è una sequenza di scelte difficili. Alleanze con Atene, conflitti con Siracusa, rapporti mutevoli con i Cartaginesi. Ogni volta la città dimostrò un carattere preciso: non farsi dominare, anche quando questo significava attirare contro di sé forze più grandi. Le fortificazioni, di cui oggi restano tracce imponenti, testimoniano un passato fatto di attese, battaglie e ricostruzioni. È un paesaggio che parla, che suggerisce quanto intensa dovesse essere la vita in una polis che sapeva di giocare ogni giorno la sua sopravvivenza.
Una scelta fatale che la leggenda non ha mai dimenticato
Gli antichi racconti citano più volte una decisione che segnò il destino di Kamarina e che ancora oggi affascina per la sua forza simbolica. La città era minacciata da una palude vicina che rischiava di diffondere malattie. Gli abitanti pensarono allora di prosciugarla per salvaguardare la salute pubblica. Ma l’oracolo li aveva avvertiti: “Non toccate la palude, è la vostra difesa”. Kamarina scelse di ignorare il monito. La bonifica venne effettuata e la palude scomparve. Poco dopo, la città cadde sotto l’attacco dei Cartaginesi, che proprio da quel lato trovarono accesso facile alle difese indebolite.
È una storia che gli storici citano da secoli perché unisce realtà e simbolo: la tensione tra sicurezza immediata e visione a lungo termine, tra necessità concrete e antiche credenze. Nessun artificio narrativo, nessun mito gratuito: solo un episodio documentato che dà voce a una Sicilia capace di compiere scelte decisive, talvolta tragiche, senza rinunciare alla propria identità.
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